02 giugno 2026

 

Carissime e carissimi,

come sapete sono entrato nell’ultimo giro di pista, prima del momento in cui, nella lunga corsa che è la nostra vita lavorativa, dopo aver compiuto i 70 anni previsti per il congedo, passerò il testimone; come è normale, e giusto, e bello che sia. 

Ognuno ha le sue stagioni e c’è un tempo per ogni cosa. 

Le nostre storie sono sempre un passarsi la mano. Tutte sono sempre vive proprio per questo. Perché così nessuna finisce, e ognuna si trasmette. 

Così è la storia della Chiesa. 

Fondamentale, nella vita come nell’atletica, è il momento del cambio: quando le corse si affiancano, poco prima del momento esatto del passaggio del testimone. 

Ecco, per noi ora è il momento delle corse affiancate. Un momento importante, che in maniera diversa ci coinvolge tutti.

Grazie per la corsa che abbiamo fatto insieme in questi otto anni. E grazie anche per i prossimi mesi in cui io continuando a correre insieme a voi porrò termine al mio impegno.

Oggi conoscete il nome di chi fra non molto prenderà la guida di questo Dicastero. Tutti, e io per primo nel passarle il testimone, siamo da oggi chiamati a pregare per Montserrat Alvarado e ad aiutarla da subito, a fare squadra con lei – ciascuno nella sua parte - in questa progressiva assunzione di responsabilità alla quale è stata chiamata dal Papa. E a garantirle che potrà sempre contare sui di noi.

Questo consentirà di vivere i prossimi mesi pienamente, contemporaneamente aprendoci alle nuove sfide del tempo che verrà.

Come sappiamo (è scritto nel motu proprio che lo ha creato) il nostro, il vostro Dicastero ha scolpito nel proprio DNA il dovere di essere sempre coevi al contesto comunicativo che muta così rapidamente. Dal momento in cui siamo nati come istituzione, la nostra stella polare è stata ed è non fermarsi, passarsi il testimone continuando a correre: essere nell’oggi, nell’ora pietra di paragone di una comunicazione che è strumento di una comunione che cresce nel tempo.

Grazie a tutti per questi 8 anni, e per anche per i prossimi mesi.

Che il Signore ci accompagni nella corsa che continua e nella fede che la sostiene.

Paolo Ruffini