Si è svolto l'11 luglio a Nuova Delhi il Simposio internazionale dedicato all'enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, promosso dall'Ufficio per la Comunicazione Sociale della Conferenza Episcopale Cattolica dell'India (CBCI-OSC), in collaborazione con il National Institute for Social Communications, Research and Training (NISCORT). L'iniziativa ha riunito vescovi, teologi, studiosi, esperti di comunicazione e professionisti del settore tecnologico per riflettere sul rapporto tra intelligenza artificiale, dignità umana e responsabilità etica.
Ad aprire i lavori è stato l'arcivescovo Kuriakose Bharanikulangara dell’Eparchia Siro-Malabarese di Faridabad, che ha richiamato il messaggio dell'enciclica di Papa Leone XIV come invito a promuovere «pace, comunione e civiltà dell'amore e della solidarietà», riaffermando il valore intrinseco di ogni persona. Il vescovo Rayarala Vijayakumar, presidente del CBCI Office for Social Communication e del NISCORT, ha sottolineato che il progresso tecnologico deve essere realmente inclusivo, affinché nessuno venga escluso nell'era digitale.
Nel suo intervento inaugurale, la dott.ssa Nataša Govekar, direttrice del Dipartimento Teologico-pastorale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, ha ricordato che nessun sistema computazionale, per quanto sofisticato, può creare un cuore umano. Per questo motivo, ha affermato, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale essere orientato ad una visione autenticamente umana e relazionale.
Il dott. Mathew Koyickal, vice segretario generale della Conferenza Episcopale Indiana, ha osservato come l'intelligenza artificiale stia già trasformando la comunicazione, l'educazione e le relazioni sociali, rendendo sempre più urgente un discernimento etico e un'assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e della società.
Anche il rappresentante della Nunziatura Apostolica in India, padre Alberto Napolitano, ha richiamato l'attenzione sul rischio di un progressivo indebolimento dei valori umani e democratici, ribadendo che la tecnologia deve essere sempre al servizio della persona e mai sostituirsi ad essa.
Nel corso del simposio sono stati affrontati diversi aspetti dell'impatto dell'intelligenza artificiale. Stephen Fernandes, vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Bombay, ha ricordato che la dignità umana è un dono originario e non dipende dalle capacità o dai risultati raggiunti, mentre il teologo Thomas Vadakkel ha insistito sul fatto che il fondamento della dignità risiede nell'essere creati a immagine e somiglianza di Dio, proponendo come criterio fondamentale l'ordine «Dio – persona umana – tecnologia».
Dal punto di vista pastorale, padre Babu Joseph ha invitato la Chiesa ad accompagnare soprattutto i giovani, sempre più inclini a rivolgersi all'intelligenza artificiale per trovare risposte alle grandi domande della vita, attraverso una presenza concreta, una formazione adeguata e una maggiore alfabetizzazione digitale. L'esperto di IA Vimal Jerald ha invece messo in guardia dal rischio di ridurre le persone a semplici dati, ricordando che l'intelligenza artificiale non è mai neutrale e deve essere orientata allo sviluppo integrale dell'uomo.
Le conclusioni, affidate al moderatore del simposio, il professor Magimai Pragasam, hanno evidenziato la necessità di coniugare discernimento etico, riflessione teologica, accompagnamento pastorale e innovazione responsabile per affrontare le sfide poste dalle nuove tecnologie.