Discorso del Santo Padre Pio XI al Bureau Catholique International de la Radio

10 novembre 1936

 

[...] non era mai accaduto di vedere intorno al Padre così cospicui rappresentanti della radio, e della grande potenza che la radio significa, pur, evidentemente, non essendo necessario risalire di molti anni per trovarsi alle origini stesse di tale mirabile invenzione.

[...] Non esistono termini di confronto per la radio: la radio da per sé sola è senza concorrenti. V'è, è vero, una folla di concorrenti, di forze e di effetti consimili alla radio, emanati dalla stessa sorgente misteriosa: queste onde che dicono continuamente delle parole nuove e ci insegnano delle novità: ma esse, con le lezioni che comportano – per quanto ne sappiamo – sono tuttora al principio: Dio solo sa che cosa siano queste forze, così misteriosamente potenti, così esperimentabili e, allo stesso tempo, così inafferrabili.

Sua Santità felicitava dunque quei diletti figli e felicitava se stesso per aver potuto conoscere il loro ingegno nel porre la radio in servizio della fede, della religione, della Chiesa, di Dio stesso [...] È appunto questo servizio che conferisce alla radio un grande valore: l'unico anzi vero valore. La radio, sicuramente, è in sé una grande cosa; ma non bisogna dimenticare che si tratta di una forza della natura, una di quelle forze di cui la mano di Dio ha riempito il creato ed ha poste a servizio delle creature; una forza di natura però che non sfugge alla sorte di tutte le cose create [...]

Nel devoto indirizzo presentato a Sua Santità, così ricco di grandi numeri, riferentisi agli apparecchi riceventi, a quelli trasmettitori, alla gran massa degli uditori – e numeri che col tempo diventeranno concorrenti, in certo qual modo, dei numeri astrali – era stata spiegata l'entità e l'importanza dei lavori compiuti [...]. Non vi sarà mai un lavoro troppo grande e pesante per un apostolato così imponente, il quale assume ogni giorno più un'importanza vasta, profonda, operante in mezzo all'umanità.

L'attività di coloro che si occupano della radio può diventare immensamente operante, e quindi benefica, se è messa a disposizione della verità e del bene: non occorrono parole speciali per spiegare che ci troviamo qui dinanzi ad un campo classico, magnifico per l'Azione Cattolica. [...] Proprio degli Apostoli è detto: In omnem terram exivit sonus eorum: è qui il primo annuncio vero e proprio che si riferisce all'apostolato da diffondersi, da spargersi in tutto il mondo, e perciò all'apostolato attuale della radio.

 

Tratto da: L'Osservatore Romano, 12 novembre 1936, 1.